Teramo, in silenzio verso Mantova

Un periodo difficile per tutta la città, adesso anche il calcio teramano vive una situazione tutt’altro che piacevole, ma riepiloghiamo i fatti degli ultimi giorni.

Oltre ai risultati poco convincenti, ciò che aveva scosso la città abruzzese erano state le dichiarazioni del dg Scacchioli che, durante una trasmissione in onda su una tv locale, aveva annunciato una collaborazione con Marcello Di Giuseppe, ex ds biancorosso squalificato dopo i fatti di Savona. La società aveva prontamente smentito ciò, ma i tifosi fin da subito hanno manifestato il proprio dissenso, fino alla contestazione di sabato, quando un piccolo gruppo di ultras aveva aggredito verbalmente dirigenti e giocatori presso il campo “Acquaviva”. Da questo episodio, poi, sono nate le voci di un possibile addio del presidente Luciano Campitelli, voci che, tuttavia, non hanno trovato un riscontro ufficiale. La società ha ribadito l’insistenza di un rapporto tra l’ex ds e il Teramo, ma una nuova contestazione era nell’aria.

Ecco, dunque, arrivato il match con il Gubbio, crocevia del finale di stagione per i biancorossi. La partita è iniziata da poco e, all’improvviso, partono i cori della curva teramana contro la società. Il Teramo segna una, due, tre volte, ma gli ultras persistono nella loro polemica ed ecco che, dalla tribuna, altri sostenitori fischiano di continuo verso la tifoseria organizzata, è uno scenario surreale: mentre la squadra dilaga in campo nella miglior prestazione stagionale, la tifoseria si spacca tra pro e contro Campitelli.

Il Teramo vince 6-0, ma la squadra è troppo legata al proprio presidente e non va a raccogliere il saluto dei propri ultras, dando luogo a nuove polemiche. La gara è terminata da poco quando, come da previsioni, la società fa partire il silenzio stampa fino a nuova disposizione. Così è facile per tutti intuire che quello che sta vivendo il Teramo è il momento più difficile dell’era Campitelli, anni di grandi soddisfazioni e anche qualche delusione per una piazza che, dal Paradiso della Serie B, in pochi giorni, ha rischiato di vedersi nuovamente catapultata tra i dilettanti. Sono considerazioni fatte più e più volte dai teramani in questi giorni, tifosi, e non solo, che hanno visto in quella esperienza la fine di un qualcosa che aveva fatto conoscere la piccola città abruzzese in tutta Italia, portando in alto la bandiera biancorossa.

Tutto ciò deve far comprendere che la squadra deve poter lavorare in tranquillità perché oggi la salvezza equivale quasi ad una promozione in B, oggi si cerca di salvare il calcio professionistico teramano. Dunque servirebbe più una pacificazione tra le parti piuttosto che una netta divisione, serve arrivare al termine di questa stagione per poi sedersi intorno ad un tavolo tutti insieme per capire cosa ne sarà di un club tanto importante per il calcio professionistico abruzzese e per programmare il futuro.

La squadra, nel frattempo, continua ad allenarsi in vista della trasferta di Mantova, scontro diretto che potrebbe avvicinare ulteriormente il Teramo alla salvezza. Nessuno squalificato per i biancorossi, molto probabile la riconferma degli stessi undici che hanno piegato il Gubbio. Adesso Teramo non ha bisogno di scontri ideologici, bensì di unione e compattezza.

 

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