Inghilterra Under 21: tutto nei piedi di Chalobah e nelle mani di Pickford

Pickford e Chalobah. Si potrebbe ridurre a questi due minimi termini l’Under 21 dell’Inghilterra che si appresta a vivere, fra pochi giorni, l’avventura dell’Europeo di categoria.

La nazionale agli ordini del Ct Aidy Bothroyd sicuramente non parte con i favori dei pronostici. La selezione dei Tre Leoni è stata inserita nel Gruppo A, insieme a Polonia, Slovacchia e Svezia. Sicuramente la nazionale biancorossa è la maggiore candidata per il primo posto nella fase iniziale, ma gli inglesi possono competere ampiamente per il secondo posto, che porterebbe alla qualificazione ai quarti di finale.

Il Ct Bothroyd si è ritrovato in mezzo a molte difficoltà in sede di selezione del gruppo: l’Inghilterra ha infatti il reparto offensivo praticamente sguarnito di prime punte di peso. I due giocatori portati alla fase finale, Abraham e Woodrow. Tammy Abraham, classe ’97, è di proprietà del Chelsea, ed è cresciuto nell’academy dei Blues. Nella stagione appena terminata ha ultimato la prima tappa di avvicinamento al mondo del professionismo, disputando l’intera stagione con il Bristol City, club neopromosso in Premier. Ha collezionato 41 presenze condite da 23 reti: un bottino di tutto rispetto per un ragazzo che per la prima volta in carriera si è misurato con il calcio vero. Vanta anche due Youth Uefa League, ma certamente non è quell’esperienza internazionale necessaria per imporsi come guida tecnica dell’Inghilterra.

Cauley Woodrow è invece al termine della suo biennio con l’Under 21, essendo un classe ’94. Di proprietà del Fulham, sarà sicuramente il centravanti di scorta nei piani di Bothroyd, essendo più una punta di spada invece che di fioretto.

Fra i pali ci sono le maggiori sicurezze inglesi. Jordan Pickford, anch’egli al termine del biennio con l’Under 21, è di sicuro il miglior portiere, in prospettiva, di tutta l’Inghilterra. E’ un prodotto dell’academy del Sunderland, club con il quale nell’ultima stagione e mezzo si è affermato anche fra gli addetti ai lavori. Non è riuscito ad evitare la retrocessione dei Black Cats, ed ha incassato ben 50 reti nelle 29 presenze messe a referto in campionato. Ma le sue prestazioni sono sempre state costanti, attente e reattive. Pickford non ha un fisico statuario (1.85 metri), ma è dotato di doti tecniche di molto superiori alla media dei suoi colleghi inglesi, ed ha dei riflessi felini che gli consentono di essere una sicurezza sia fra i pali che nelle uscite.

L’altra stella indiscussa della formazione dell’Inghilterra, che con tutta probabilità si schiererà con il 4-2-3-1, è Nathaniel Chalobah. Il mediano 22enne ha trascorso una stagione in prestito al Napoli, l’anno scorso, senza però mai convincere Sarri a pieno. Il suo ritorno al Chelsea, club nel quale è cresciuto, non è stato tanto positivo quante erano le sue aspettative. Alla fine della stagione sono state soltanto 10 le presenze in Premier League, 3 in FA Cup e due in EFL Cup. Nonostante ciò Chalobah avrà in mano i comandi della regia della manovra inglese, grazie alle sue ottime doti tecniche e ad una fisicità che lo collocano sulla scia dei centrocampisti moderni. La sua collocazione ideale è quella davanti alla difesa, nel ruolo di argine e primo pensatore della manovra. La sua grande corsa però lo porta anche a partecipare con costanza alle azioni offensive, e anche nell’imminente dell’Europeo l’Inghilterra potrà contare sulle sue abilità.

L’ultima stella della selezione dei Tre Leoni è poi James Ward-Prowse. Talentuosa mezzala di 22 anni, anche lui è un prodotto del floridissimo settore giovanile quale quello del Southampton. Gioca con continuità in Premier League con i Saints dal 2012, ovvero da quando aveva soltanto 18 anni. Infatti sono già 137 le presenze nella massima serie inglese, e 9 quelle in Europa League. Un giovane vecchio, dotato di una resistenza allo sforzo e di una lucidità tecnica che ha pochissimi eguali in Inghilterra.

Bothroyd non ha fra le mani una corazzata, ma sicuramente nella formazione titolare ha un ottimo mix di giovani tecnicamente forti, con una discreta esperienza in partite che contano, e soprattutto con tantissima fame di vittorie. Sicuramente l’exploit dei “fratelli” dell’Under 20, approdati nella finale della Coppa del Mondo di categoria proprio ai danni dei nostri Azzurrini, sarà un ulteriore stimolo per l’Inghilterra.

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