A caccia di talenti – Amad Traoré, l’ivoriano che ha stregato il Papu

Torniamo con la consueta rubrica e oggi il mirino si focalizza sul giovane del momento. Il classe 2002 Amad Traoré, talento made in Atalanta. Ormai è consuetudine parlare bene della scuola bergamasca. In tal caso i meriti dell’arrivo di questo giovane vanno tutti a Mino Favini, compianto storico talent scout, che lo ha strappato a Juventus, Milan e Inter.

Amad Traoré e l’investitura del Papu 

Il fantasista argentino lo ha osservato bene, definendolo come un suo possibile erede. Traoré, fratello del centrocampista del Sassuolo Hamed Junior Traoré, è un mancino (il suo grande idolo è un discreto mancino come Messi) che preferisce partire da destra per poi accentrarsi. Adattabile anche a sinistra e sulla trequarti. La velocità e il dribbling sono le sue armi migliori oltre ad essere molto generoso in fase di ultimo passaggio. Dopo il primo gol in Serie A al debutto assoluto, domenica scorsa contro l’Udinese, ha contribuito in modo decisivo con due assist alla vittoria di ieri dell’Atalanta Primavera in finale di Supercoppa Italiana contro la Fiorentina. Un inizio di stagione scoppiettante se contiamo le cinque presenze in campionato Primavera e i 3 gol e 3 assist, oltre il gol e i 2 assist in tre match di Youth League.

Con la rete all’Udinese, Traoré è diventato il quattordicesimo marcatore più giovane della storia della Serie A. Le qualità sembrano indiscutibili e vista la giovane età ha tutto il tempo per formarsi e andare a fare esperienza in qualche squadra più piccola.

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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