A caccia di talenti: Vincenzo Millico, talento puro e testardaggine

Rieccoci all’appuntamento numero 3. Torna la rubrica “A caccia di talenti” e stavolta il mirino del nostro binocolo cade sul Bel Paese. Regione: Piemonte. Città: Torino. Di chi parliamo oggi? Del baby talentino dei granata Vincenzo Millico.

Classe 2000 che ne ha viste già tante. Da una situazione familiare difficile visto il non rapporto col padre e dall’essere “accusato” di avere un carattere forte, testardo che si ripercuote sul campo. Il motivo dell’addio alla Juventus e il passaggio al Torino fu proprio questo. “Troppo innamorato della palla e testardo”, di talenti così ce ne sono stati tanti e pochi hanno trovato grande continuità. Ma molto probabilmente i bianconeri se ne potrebbero pentire. Scherzo del destino: percorso inverso dai granata alla Juve per Kean nella stessa stagione.

Millico da Robben ad attaccante moderno

Un “egoismo” calcistico che negli anni continua a limare e un Torino Primavera di cui è diventato vero leader. L’ultima stagione è di quelle impressionanti. In 24 apparizioni ben 27 reti e 9 assist. Una media da più di un gol a partita e parliamo di un neo 19enne dalle caratteristiche inconfondibili e un marchio di fabbrica da vero campioncino: il convergere da sinistra a destra e colpire col suo piede forte a giro o di potenza verso la porta avversaria. Alla Robben. 1,74 m e grande velocità nel breve lo rendono difficilmente marcabile perché molto agile.

La sua evoluzione però lo ha portato a giocare sempre di più vicino alla porta, diventando una seconda punta moderna e mobile. La spalla ideale per ogni attaccante. Da ala o seconda punta il risultato non cambia. Millico ha tutte le carte in regola per affermarsi ad alti livelli e dire la sua nel calcio dei grandi proprio con la maglia granata (con la quale è andato in rete contro il Debrecen nel preliminare di Europa League). Granata che stando alle ultime di mercato vorrebbero cederlo in prestito in Serie B con molte pretendenti alla porta.

Antonio Barbato

Laureato in Culture Digitali e della Comunicazione presso il dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli. Ho conseguito un attestato di frequenza per il corso base di giornalismo, presso il centro di documentazione giornalistica di Roma.

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