Astutillo Malgioglio: il portiere dal cuore d’oro

Nel mondo del calcio, spesso accade di vedere i calciatori che non sono attaccati alla maglia.

Forse perché prima si dava un valore diverso alla propria professione, come ha sempre fatto Astutillo Malgioglio. Lui era un buon portiere, che ha fatto le sue parate più belle aiutando i ragazzi affetti da disabilità, psicologica e fisica.

Nato il 3 maggio 1958 a Piacenza, cresce calcisticamente parlando nelle Giovanili del San Lazzaro, passando prima alla Cremonese e poi al Bologna. Debutta con gli emiliani in Serie A, il 22 maggio 1977. Poi passa al Brescia dove sarà protagonista per 5 stagioni, toccando l’apice della sua carriera.

Successivamente viene ceduto alla Pistoiese, prima di arrivare alla Roma nel 1983. Rimane due stagione con la formazione capitolina, sostituendo Tancredi. Nel 1985 accetta di scendere in Serie B, su richiesta di Simoni e gioca con la Lazio. Sarà una scelta sbagliata visto che non riuscirà a dimostrare il suo valore in campo.

Giovanni Trapattoni lo chiama nel 1986 e lui accetta di giocare con la maglia dell’Inter come vice di Zenga. Giocherà 12 partite, vincendo lo scudetto nella stagione 1988-1989. Alla fine si svincola dai nerazzurri nel 1991 e giocherà per una stagione con l’Atalanta prima di ritirarsi nel 1992.

Lui decise di essere prima un uomo e poi un calciatore, aiutando i più deboli. Grazie agli ingaggi e ai premi, quando ha giocato con l’Inter, riuscì a dare impulso al centro per i bambini disabili. Molti ricordano Astutillo Malgioglio come il “portiere di riserva” ma lui è stato un supereroe.

Antonio Brandimarte

Ho 20 anni e sono diplomato in ragioneria. Studio scienze della comunicazione presso l'università della Calabria. Il mio obiettivo è quello di diventare giornalista sportivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.