Chi l’ha + visto, Ciriaco Sforza: l’annata all’Inter e una famosa battuta cinematografica

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Ciriaco Sforza, divenuto particolarmente popolare più per una famosa battuta che lo cita in “Tre uomini e una gamba” che non per le sue doti calcistiche e la sua annata all’Inter.

Vedendo Giacomo con indosso la maglietta nerazzurra che gli ha prestato Aldo, Giovanni chiede infatti a quest’ultimo:Ma dai, però anche tu: ti sembra il caso di dormire con la maglietta di Sforza?”, “Eh, quella di Ronaldo era finita!”. E pensare che, proprio Sforza, il Fenomeno non l’ha mai nemmeno incrociato nel corso della sua carriera: né da avversario, né tanto meno da compagno di squadra…

La storia del centrocampista svizzero

Figlio di un imbianchino campano emigrano nella Svizzera tedesca, il classe ’70 iniziò la carriera da professionista con l’Aarau, per poi passare nel 1990 al più blasonato club del Grasshoppers. Le sue buone prestazioni gli valsero nel 1993 la chiamata del Kaiserslautern e nello stesso anno fu nominato “Giocatore svizzero dell’anno”. Dopo due stagioni passò al prestigioso Bayern Monaco, ma comunque desideroso di giocare nel paese a cui deve le sue origini: l’Italia.

L’occasione si ripresentò poco più tardi, ed è per questo che approdò all’Inter di Moratti: lo volle a tutti costi l’allora allenatore Roy Hodgson, che da ct della nazionale elvetica aveva già avuto modo di apprezzarlo. Segnò all’esordio mettendo nella vittoria contro l’Udinese, ma quello resterà l’unico squillo di una stagione finita presto nel dimenticatoio, caratterizzata dai forti malumori e dalla difficile coesistenza tattica con il pari ruolo Paul Ince. Collezionò 40 presenze e 4 reti, e la sua ultima gara in nerazzurro fu la funesta finale di Uefa persa ai rigori contro lo Shalke 04.

Torna poi al Kaiserslautern, il club che ha maggiormente contrassegnato la sua attività, dove giocò fino al termine della carriera, inframmezzata da due stagioni soltanto al Bayern. Iniziò poi la sua carriera da allenatore, prima sulla panchina del Lucerna e poi del Grasshoppers; nel 2014 accetta il posto di team manager propostogli dal Wohlen e l’anno successivo torna ad allenare, questa volta il Thun.

Dov’è, oggi, Ciriaco Sforza? Ancora nella sua Svizzera, a dirigere la squadra della città di Wil

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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