Chi l’ha + visto, il declino di Ricky Álvarez

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Ricardo Gabriel Álvarez, noto come Ricky, vecchia conoscenza dell’Inter e della Sampdoria oramai scomparso dai radar.

L’approdo in Italia, le aspettative, il declino

Il classe ’88 cresce nelle giovanili del Ceballito Juniors e del Club Parque di Buenos Aires, nel 2005 viene tesserato dal Boca Juniors, che successivamente lo scarta per questioni fisiche. La svolta arriva con il Vélez Sársfield, con il quale fa il suo esordio in Primera División nell’estate 2008.

Dopo un brutto infortunio poco dopo il suo debutto, la ripresa e diverse presenze nel campionato argentino, nel luglio 2011 viene ceduto all’Inter, dove in molti credevano nelle sue capacità. Coi nerazzurri disputerà tre stagioni, totalizzando 90 presenze e 14 reti, ma ci si aspettava molto di più di quello che poi in realtà mise in atto.

Dopo quegli anni costituiti da bassi e pochissimi alti, si trasferì in Inghilterra alla corte del Sunderland: lì chiuse l’annata con 17 presenze tra campionato e coppe, realizzando una sola rete. Al termine della stagione non venne riscattato e nel gennaio 2016 fece il suo ritorno in Italia, firmando un contratto triennale con la Sampdoria.  A Genova restò per 2 anni, segnando 4 reti in 45 presenze, ma non venne più riscattato.

Nell’estate 2018 il giocatore argentino fa quindi ritorno in Sud America, tra i messicani dell’Atlas. Dopo un buon inizio, con due reti e buone prestazioni nelle prime 12 partite, è vittima di un brutto infortunio che gli ha provocò la lesione del legamento crociato. Decide di tornare in Argentina e così, lo scorso gennaio, è tornato al Vélez Sarsfield, club che l’ha lanciato nel calcio che conta e che gli ha permesso di raggiungere l’Europa…

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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