“Canal Grande ArancioNeroVerde”, Vol. X – Unione double face

Il Venezia torna a vincere e conferma la sua indole biforcuta: tanto quadrato al Penzo quanto imprevedibile in trasferta. Dove continua a essere la miglior formazione del torneo…

Pazza Unione amala. Non ce ne vogliano i simpatizzanti milanisti. Ma è difficile descrivere diversamente la performance e le emozioni che il Venezia ci ha regalato a Brescia. Un gol (e che gol) preso all’85’, dopo una partita in cui la palla non ne voleva sapere di entrare, avrebbe affossato il morale di chiunque. Solo ai ragazzi di Inzaghi poteva invece fornire la botta di adrenalina necessaria per andare addirittura a vincerla. Perché tra poco ci stancheremo di ripeterlo: questa squadra, in quanto a mentalità, non è seconda a nessuno.

Gli arancioneroverdi stanno rivelando davvero una fisionomia a due volti. Tra le mura amiche mostrano la loro versione sobria, tatticamente esemplare anche se forse un po’ troppo avversa al rischio. Eloquenti, in questo senso, gli appena 4 gol realizzati e 2 subiti in sei gare casalinghe. On the road, invece, il Venezia è genio e sregolatezza: grandi rimonte, vittorie in extremis, ma anche diversi blackout all’interno di un rendimento che è comunque difficile definire discontinuo. Perché la classifica fuori casa della Serie B vede i lagunari al comando con 12 punti in sette gare, frutto di 12 reti messe a segno e 9 incassate. È qui che la banda Inzaghi sta costruendo il suo successo.

Domenica prossima si torna al Penzo contro il Perugia, squadra che segna tanto e subisce altrettanto. Difficile che Falzerano e compagni stupiranno il pubblico amico con una prestazione aperta e rischiatutto. Anche contro altre formazioni avvezze al gol (Empoli, Salernitana, Frosinone), il Venezia non si è mai snaturato, facendo anzi abbassare i ritmi all’avversaria di turno. Perché mantenere certi equilibri è fondamentale, in casa e fuori. Lo sanno bene anche i grandi supereroi: è proprio l’insospettabile e ordinaria vita di tutti i giorni che permette loro di realizzarsi come giustizieri della notte. Gli arancioneroverdi prendono appunti e sorridono. In fin dei conti, il Leone di San Marco, con quelle ali, è senz’altro un po’ super.

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