Chi l’ha + visto, Domenico Morfeo: un numero 10 talentuoso quanto discusso

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Domenico Morfeo, ormai ex calciatore, dal caratterino rivedibile ma con grandi doti e qualità, che nel tempo hanno attirato l’attenzione dei migliori club presenti in Serie A.

“Maradonino” e il suo magico sinistro

La storia calcistica di Mimmo, classe ’76, inizia a 14 anni, spiccando tra le giovanili dell’Atalanta. Soltanto tre anni dopo debuttò in Serie A, collezionando in quell’anno 9 presenze e 3 reti. Rimase alla Dea quattro stagioni e dimostrò a tutti di essere un vero talento, anche con maglia della Nazionale, chiaramente Under 21.

Veniva chiamato “piccolo Maradona” per i suoi numeri pazzeschi e il sinistro sublime che possedeva, e la Fiorentina ci mise poco ad acquistarlo. In due stagioni a Firenze il trequartista totalizzò poi 26 presenze, 5 gol e tanti assist che lo fecero finire nel mirino del Milan.

Nel club rossonero, però, ebbe la stessa difficoltà nel trovare spazio e per questo motivo finì prima a Cagliari, successivamente venne girato in prestito al Verona e venne addirittura ingaggiato a parametro zero dall’Inter, nella stagione 2002-2003.

La svolta per il ragazzo aquilano fu la permanenza a Parma, dove giocò tra il 2003 ed il 2008, trovando la giusta continuità di rendimento. Sfornò tanti assist e diversi gol, ma pian piano le sue apparizioni furono sempre più sporadiche. A luglio 2008 firmò dunque un contratto biennale con il Brescia, ma dopo soli due mesi, in cui giocò soltanto una partita, annunciò la volontà di rescindere il contratto.

A quel punto, a 33 anni, decise di scendere in Lega Pro e vestire la maglia della Cremonese, dove chiuderà definitivamente con il calcio professionistico nel giugno 2009. Passa un anno e il giocatore accettò l’offerta del San Benedetto dei Marsi, squadra del suo paese, e giocò in seconda categoria per poi ritirarsi a fine stagione.

È lecito chiedersi: cosa fa, oggi, Domenico Morfeo? Semplicemente, l’imprenditore. Gestisce diverse attività, lontane dal mondo sportivo, e vive con la sua famiglia. La sua è stata una carriera caratterizzata da troppi infortuni e poca continuità, è stato un grande giocatore ma poco incline al sacrificio. Nonostante ciò tutti lo ricordano, poiché delle volte non serve vincere decine di trofei per farsi ricordare…

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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