Chi l’ha + visto, Ernesto Javier Chevantón: ancora magie per un bomber senza tempo

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Ernesto Javier Chevantón, vecchia conoscenza della Serie A ma soprattutto del Lecce, di cui è uno dei marcatori più prolifici della storia.

Nasce in Uruguay e la sua carriera inizia proprio lì, in patria, con la maglia del Danubio: dal 1997 al 2001 segna 53 gol in 62 partite. Terminata quell’esperienza approda in Italia, nel club salentino, dove conquista subito i tifosi giallorossi: dal suo esordio contro il Parma (timbrato subito con un gol), nel corso delle tre stagioni in Salento segnerà per 46 volte in 88 partite di campionato e altre tre volte in 4 gare di Coppa Italia.

A quel punto è uno dei migliori talenti del panorama italiano e il Monaco decide di acquistarlo: firma un contratto quadriennale ma, anche a causa di una serie di infortuni, non riesce a giocare ad alti livelli. Riesce comunque a concludere la sua prima Ligue 1 a quota 10 gol, più due in Champions League, e l’anno successivo replica i 10 gol. A quel punto passa al Siviglia e, l’esperienza spagnola, sarà tra le più importanti della sua vita: con gli andalusi mette in bacheca quattro trofei, tra cui una Coppa Uefa e una Copa del Rey. Nel 2009 viene ceduto in prestito all’Atalanta ma poi, dopo l’ennesimo infortunio e la retrocessione della squadra, la società decide di non riscattarlo.

Non c’è, a quel punto, momento migliore per tornare a casa: decide di rivestire la maglia del Lecce, ma le cose non vanno alla grande. Viene squalificato per 5 giornate a causa di un calcio all’avversario, non le manda a dire ad un arbitro e, successivamente, si scontra anche col suo allenatore. Cheva, nonostante la stagione negativa a livello personale, riesce a dare un contributo decisivo per la salvezza con 2 importanti reti realizzate contro il Parma e contro il Napoli, ma alla fine dell’annata il suo contratto con la squadra non viene rinnovato.

 

Nel 2011 firma per gli argentini del Colón, ma a causa di un grave infortunio riportato al tendine d’Achille, decide di rescindere il contratto con il club dopo solo pochi mesi. A sorpresa, torna in Salento per la terza volta, e grazie a quella stagione riesce a segnare con la maglia giallorossa in tutte e tre le categorie del calcio professionistico italiano. Alla fine della stagione 2012-2013 non gli viene comunque rinnovato il contratto e lascia il Lecce da svincolato.

Poi Queens Park Ranger, Liverpool Montevideo e, il primo settembre 2015, il ritiro dal calcio giocato. Allena a quel punto Allievi e Juniores del Soccer Dream Parabita nella sua Puglia, ma non riesce a stare lontano dal campo da gioco: il classe ’80 gioca ora – lui stesso – nella Soccer Dream 2000 di Parabita, squadra della provincia leccese, che milita in Seconda Categoria. Un vero bomber senza tempo, che continua a stupire a suon di gol.

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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