Chi l’ha + visto: “O Mago” Maicosuel, l’uomo dal cucchiaio indigesto

Il calcio è fatto di uomini, storie ed episodi. E’ pieno di promesse non mantenute, di talenti mai sbocciati, a volte sopravvalutati e di giocatori che, dopo aver toccato le vette delle loro carriere, finiscono nel dimenticatoio; decidono di ripartire dalle serie minori, di dedicarsi ad altro o di allontanarsi dalle competizioni che contano. La rubrica “Chi l’ha + visto”, ogni settimana, si occuperà proprio di coloro che in pochi ormai nominano… ma che tutti ricordano.

Il primo nome che vogliamo proporvi è Maicosuel Reginaldo de Matos, o semplicemente Maicosuel, detto O Mago. Di magie nel nostro campionato ne ha fatte ben poche, ma in molti ricordano il 28 agosto 2012, quando fallì il rigore che condannò l’Udinese all’eliminazione nei preliminari di Champions League, nel tentativo di fare un cucchiaio.

“O Mago” Maicosuel, l’uomo dal cucchiaio indigesto

Cresciuto nelle giovanili del Guarani, dell‘Inter de Limeira e dell’Atletico Sorocaba, il classe ’86 riceve quel soprannome grazie al feeling che ha con il pallone e per come si è messo in mostra con la maglia del Paraná Clube. Nel 2007 viene acquistato dal Cruzeiro, ma non brilla, e solo due anni dopo l’Hoffenheim lo acquista e mette sul tavolo un contratto quinquennale. Nel giugno 2010, però, torna al Botafogo, dove resterà fino al 2012.

E’ il 13 luglio di quell’anno che il centrocampista passa all’Udinese definitivamente, arrivando in Italia tra le grandi aspettative dei friulani e non solo. L’avvio di stagione è anche promettente: la sua prima presenza in assoluto con la maglia bianconera arriva proprio all’andata dei preliminari contro lo Sporting Braga e Guidolin, il 25 di agosto, lo fa esordire in Serie A nella gara contro la Fiorentina, dove il brasiliano riesce anche a segnare.

Nella partita successiva, poi, il disastro: arriva il ritorno della sfida contro lo Sporting in Champions League, si va ai rigori dopo i supplementari terminati senza gol. Si presenta il brasiliano dal dischetto e compie una delle figuracce più degne di nota, calcisticamente parlando. In realtà, in quel momento, fu quasi un dramma: prende la rincorsa ma non calcia, accarezza il pallone colpendolo in basso e facendo un buon cucchiaio… peccato che Beto, non buttandosi, lo parò con facilità.

La squadra è retrocessa in Europa League, ma O Mago non verrà inserito nella lista per la competizione. Da lì, il declino: andrà all’Atletico Mineiro, dove segnerà solo tre reti, per poi trasferirsi negli Emirati Arabi, per collezionare ancor meno presenze.

Il resto della sua carriera è un pellegrinaggio unicamente brasiliano che lo porterà prima al San Paolo, poi al Gremio e infine di nuovo al Paranà, dove milita tuttora, senza però incidere.

A oggi il suo palmarés è praticamente vuoto e il calcio che conta è qualcosa di molto lontano da lui, dunque è lecito chiedersi: quanto gli è costato caro aver peccato di presunzione in una serata decisiva come quella?

 

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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