Chi l’ha + visto, Sergio Bernardo Almirón: la carriera travagliata di Sioux

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Sergio Bernardo Almirón, l’argentino di Santa Fe protagonista di una carriera travagliata… ma tutta italiana.

La storia di Sioux

Cresce in una delle formazioni più quotate argentine, ovvero il Newell’s Old Boys, dove rimane fino all’estate del 2001, quando approda in Italia. La prima maglia indossata nel nostro campionato sarà quella dell’Udinese, con cui esordisce il 23 settembre di quell’anno nell’incontro vinto a Perugia per 2-1.

Nella stagione 2003-04 si trasferisce a Verona, in Serie B, dove rimase fino al termine della stagionr. Ceduto all’Empoli, mise in mostra tutte le sue qualità, disputando tre stagione molto produttive, tanto da attirare le attenzioni delle big italiane. Tra questa la Juventus, che nel giugno 2007 gli fa sottoscrivere un contratto quinquennale.

A Torino riceve inizialmente grande fiducia da parte di mister Ranieri, ma non riuscì mai ad imporsi in quell’ambiente e realizzò soltanto una rete, in Coppa Italia.

Da quel momento in poi iniziò una fase di soli prestiti: prima il Monaco, nel gennaio 2008, il breve ritorno in bianconero, per poi approdare alla Fiorentina. Anche lì non riuscì ad incidere, totalizzando solo 11 presenze che non portarono alla riconferma del giocatore. Nell’agosto dello stesso anno i torinesi lo girarono al Bari (ai tempi in A) e fu protagonista di un ottima stagione. Rimase lì fino a quando la compagine pugliese non retrocedette in B, dopo una stagione negativa anche per il giocatore.

Nell’agosto 2011 venne ufficializzato il suo passaggio al Catania, con cui giocò per tre stagioni e mezzo, collezionando reti e presenze. È il febbraio del 2015 quando risolse il suo contratto con i rosazzurri.

Da svincolato, nell’agosto di quell’anno siglò un contratto con l’Akragas neopromosso in Lega Pro, anche per stare vicino all’amico Legrottaglie (alla guida del club). Giocò poco, ma divenne coordinatore dell’area tecnica per un po’. Nel settembre 2017, però, torna la voglia di giocare ed è per questo che venne tesserato dall’Acireale, in Serie D. Anche lì, però, divenne subito responsabile nell’area tecnica. E lo è ancora oggi.

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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