Chi l’ha + visto, Taribo West: dal rettangolo verde alla… chiesa!

Come ogni venerdì, la rubrica “Chi l’ha + visto” si occuperà di un giocatore di cui ormai si sono perse le tracce ma che, nel bene o nel male, ha lasciato un segno nel nostro calcio.

Il nome che vi proponiamo questa settimana è quello di Taribo West, ormai ex giocatore, passato dalla Serie A ma ricordato più che altro per il suo modo di eccedere.

Dal rettangolo verde alla beneficenza

Se dovessimo scegliere la caratteristica che più contraddistinse il nigeriano nel corso della sua breve carriera opteremmo, senza alcun dubbio, per quella di non passare mai inosservato.

Vince la Ligue 1 con l’Auxerre nel 1996 e nello stesso anno la medaglia d’oro alle Olimpiadi, la stagione successiva passa all’Inter di Gigi Simoni e vince una Coppa Uefa, ma il suo apporto in campo è minimo.

Per ogni gara cambiava treccine in base ai colori della squadra avversaria e, a Milano, conquistò la simpatia dei tifosi nerazzurri. Memorabile la sua bugia riguardante l’età: diceva di essere nato in Nigeria nel 1974, ma alcuni esami medici approfonditi rivelarono invece 1962. Rimase poi nella storia il siparietto con Maurizio Lippi: “Mister, Dio mi ha parlato e ha detto che oggi devo giocare”, disse il giocatore; “Strano, a me non ha detto niente”, risposte il tecnico toscano.

Appese le scarpette al chiodo, l’ex difensore si è autoproclamato pastore pentecostale, fondando nella periferia di Milano una chiesa, la Taribo West Charity Foundation per aiutare i bambini nigeriani in difficoltà e una scuola calcio con George Weah.

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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