Non solo falli, ecco le espulsioni più assurde del mondo del calcio

Le espulsioni e la conseguente inferiorità numerica possono diventare fattori determinanti nel corso di un match. Il cartellino rosso è principalmente associato a falli piuttosto violenti e a particolari scorrettezze, ma vi siete mai chiesti cos’altro può spingere un arbitro ad espellere un giocatore?

Le motivazioni possono essere tante, forse anche troppe. Nel paragrafo successivo, infatti, vi racconteremo alcune delle espulsioni più assurde che hanno avuto luogo sul rettangolo verde.

Le 5 più ambigue

1. Protagonista di una particolare espulsione fu Edin Dzeko nel corso di Grecia-Bosnia, sfida di qualificazione a Russia 2018. Dopo un fallo di Sokratis, l’attaccante della Roma reagì da terra: prima provò a strappargli dalle mani il pallone, successivamente abbassò i pantaloncini all’avversario. Automatico il secondo giallo e l’espulsione.

2. E che dire di Adam Lindin Ljungkvist, difensore del Pershagen SK, ammonito per la seconda volta dopo aver emesso una flatulenza? Per l’arbitro si trattò di “deliberata provocazione” e non esitò ad estrarre il cartellino giallo. Molti giocatori in campo affermarono di aver sentito il peto del giocatore…

3. Siamo in Emilia Romagna, campionato di Seconda Categoria, si gioca Ponticelli-Riolo Terme. Un giocatore ospite segna dopo aver recuperato un pallone non trattenuto dal portiere avversario. Tutto apparentemente normale, se non fosse che il marcatore decise di correre esultando verso la panchina, sfondando il vetro esterno di quest’ultima di testa. La troppa euforia, assieme al successivo cartellino rosso, lo portarono in anticipo sotto la doccia.

4. Nel 2016, durante la partita nel campionato di terza divisione svedese tra Norrby IF e il Tvaaker, il difensore Medi Dresevic decise di celebrare il suo gol prendendo posto in tribuna per applaudirsi, dimenticando di essere già stato ammonito. Quest’esultanza gli costò cara…

5. Anche l’Europa League riesce a regalare questo tipo di emozioni. Si gioca Stoke City-Maccabi Tel Aviv e il terzino israeliano Yoav Ziv, dopo essere finito fuori dal campo per un contrasto, perde uno scarpino. Frustrato, lo calcia, mandandolo dritto sulla faccia del guardalinee. A prendere provvedimenti fu poi l’arbitro.

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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