I giovani finiscono sul mercato con facilità: il calcio italiano svende i suoi gioielli

Patrick Cutrone lascia l’Italia e il suo amato Milan, nonostante sia stato il terzo giocatore più giovane nella storia rossonera ad aver chiuso in doppia cifra di reti una stagione di Serie A.

Il prezzo che il Wolverhampton pagherà per il suo cartellino, ovvero 18 milioni, non convince. Il classe ’98 ha comunque dato tanto in appena due stagioni e il web si è scatenato nella giornata di ieri, facendo notare come l’Inter abbia ricavato la stessa cifra dalla cessione di Pinamonti al Genoa.

Come lui tanti altri in tempi recenti e in passato, sottolineando come nel nostro calcio sia frequente svendere i talenti, cresciuti in casa e non. Basti pensare a Roberto Carlos, Henry, Coutinho

E che dire di Zaniolo, Kean e Donnarumma? Ancora al centro del mercato, tra offerte dall’estero e contropartite tecniche. Cos’è che porta i nostri club a lasciar partire i baby prodigio?

Quello che manca è forse la pazienza? O la capacità di saper valorizzare ragazzi provenienti dalle giovanili? Senza alcun dubbio, a oggi, non esiste fiducia. Né rischio.

 

Caterina Pullia

Nata nel marzo 1999 a Lamezia Terme, studia "Comunicazione, tecnologie e culture digitali" all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Scrive di calcio e di Juventus, a cui è fortemente legata.

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