DUBBI E ALTERNATIVE

Citando Allegri potremmo usare il suo “fiuuuuuu” per esprimere il nostro sollievo circa la situazione di Belotti. L’infortunio del “Gallo” aveva messo in apprensione tutta l’Italia, ma fortunatamente si è dimostrato meno grave del previsto. L’attaccante del Toro starò fuori per circa un mese – al fronte dei 5 per l’eventuale rottura del legamento – ma dovrà abbandonare la lotta della Nazionale per la qualificazione mondiale. Ventura è dovuto correre ai ripari per la sua Italia chiamando Inglese come sostituto. Ma il clivense è realmente la scelta migliore?

LUNGA SCALATA

È stato un cammino lungo e tortuoso quello di Roberto Inglese. Una lunga ascesa che lo ha portato dal basso fino al punto più alto a cui può aspirare un calciatore, ovvero rappresentare la propria nazione. Cresciuto nel Pescara, l’odierno 45 del Chievo è partito dalla Lega Pro con il Lumezzane nel 2010, poi è passato in prestito al Carpi in Serie B per 2 anni. Poi il passaggio al Chievo, con cui esordisce in Serie A da semi-sconosciuto. Pian piano però tutti cominciano a segnarsi il suo nome, grazie a qualche gol sparso con la maglia gialloblu. Tre centri al primo anno in Veneto, doppia cifra (10) lo scorso anno. Pur senza numeri da capogiro, i gol per Roberto sono diventati una costante. Tanto da diventare punto fermo della formazione di Maran.

Nelle ultime ore del calciomercato estivo, arriva la prima grande chiamata. Non quella della Nazionale, bensì del Napoli, che mette a segno un colpo improvviso decide di lasciarlo per un anno ancora in prestito al Chievo. Ora l’infortunio di Milik lo farà sbarcare a Napoli già a gennaio per fare il vice di Mertens, il che è un compito non da poco. In stagione ha messo a segno 2 reti in Serie A e una in Coppa Italia. Non molto tecnico, Inglese ha nella freddezza sottoporta e nella stazza i suoi principali punti di forza. Un centravanti vecchio stampo, il che fa di lui un elemento di novità nella rosa di Sarri.

48 gol in 198 partite: il curriculum di Inglese non è certo all’altezza di tanti altri profili a disposizione di Ventura. Ecco perché la scelta del mister genovese resta dunque emblematica. Perchè oltre il romanticismo di tutta questa storia, a guardar bene, qualcuno migliore da pescare c’è.

QUARANTACINQUE

Da un quarantacinque ad un altro, ora passato al nove, ma che ha fatto di quel numero un suo marchio di fabbrica. Questo è Mario Balotelli, l’uomo dalle mille opportunità e potenzialità, che si odia e si ama. Lontano dai riflettori, lontano dalla critica italiana, Supermario ha trascinato il Nizza fino ai preliminari di Champions League lo scorso anno: 15 gol in 23 partite di Ligue 1. Balotelli manca ufficialmente nell’Italia da ben 3 anni, saltando la strana parentesi dell’anno scorso in cui ha abdicato per infortunio mandando Ventura su tutte le furie. Forse quel disguido non è mai stato digerito dal ct, che gliela sta facendo ancora scontare. Ma ora ha realmente senso? Mario ha già messo a segno 7 reti in 9 partite. Al di là della sfrontatezza e dell’inaffidabilità del personaggio, che almeno per ora sono stati nascosti dalle prestazioni sul campo, Balotelli è per numeri e qualità su un altro livello rispetto a Inglese.

DIMENTICATOIO

In un Valencia sempre più in bilico, anche Simone Zaza è pian piano finito nel dimenticatoio. Pur non avendo numeri da disdegnare: 6 gol in 20 partite e il riscatto del suo cartellino da parte degli spagnoli, che lo avevano preso dalla Juve in prestito con obbligo di riscatto. L’ex Juve, rilanciato dalla cura Marcelino, si è rialzato caricandosi sulle spalle una squadra finalmente funzionante, almeno per ora, in ogni sua parte. Il Valencia ha trovato stabilità, piazzandosi al quarto posto, e Simone l’ha trovata a sua volta. Ben 6 gol in 7 partite di questa Liga. Zaza non gioca in Nazionale dal novembre dell’anno scorso. In totale ha giocato 16 partite segnando solo una volta nel lontano 2014. L’azzurro non è forse il suo habitat naturale, ma è un ambiente che conosce già molto bene. E con uno stato di forma così, non approfittarne sembra un paradosso. Sia Balotelli che Zaza, entrambi sulla via del rilancio, avrebbero probabilmente meritato una chiamata. Ma alla fine, solo il campo darà il responso. Perciò in bocca al lupo Roberto, facci ricredere!

3/10/17

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