Il bello del calcio: Atalanta-Brescia

Partiamo con la nostra nuova rubrica sulle rivalità, calcistiche e non, con un grande classico italiano: Atalanta-Brescia. Dopo otto lunghi anni il Brescia è tornato in Serie A e finalmente si ripropone un derby che è tra i più sentiti del calcio italiano che manca invece dal 2006. Non proprio una stracittadina, ma l’incrocio tra due città molto vicine tra loro che da sempre hanno nutrito una grande rivalità.

UN PO’ DI STORIA

Tutto è cominciato nel lontano 1126 quando un bresciano, Giovanni Brusati, per finanziare la crociata in Terra Santa, mise all’asta alcune sue proprietà. Queste furono vendute alla città di Bergamo a causa delle difficoltà economiche della curia di Brescia che la vide come un affronto oltre che una pesante perdita. I possedimenti infatti erano di importanza strategica e sia dal punto di vista economico che politico e ovviamente Bergamo non aveva intenzione di rivenderli. Così riempì i castelli di truppe per contrastare l’avanzata bresciana. Nel 1154 Federico I Barbarossa risolse la contesa con la restituzione dei terreni alla curia bresciana. I bergamaschi dapprima accettarono la sentenza, ma poi nel 1156 scoppiò la guerra. Una prima tregua sancì la rinuncia dei bergamaschi ad ogni pretesa ma la pace durò soltanto fino al 1191. Un secondo scontro che si concluse con un’altra sconfitta per la città di Bergamo, fece arrivare alla fine del 1191 con una pace sancita dall’imperatore Enrico VI che restituì i territori a sud del Lago d’Iseo a Bergamo e quelli della Valle Camonica a Brescia.

RIVALITA’ IN CAMPO

Ben più pacifica (ma non di molto) è la diatriba che va avanti in campo sin dal primo incontro calcistico tra le due squadre. Ad oggi gli incontri totali sono 62 con una prevalenza di vittorie bresciane. Per le Rondinelle sono infatti 22 i derby vinti, 17 invece quelli degli Orobici con 23 pareggi. Anche il dato statistico dei gol totali è a favore del Brescia con 75 reti all’attivo contro le 63 dell’Atalanta. A proposito di gol, il bomber per eccellenza dei derby Atalanta-Brescia è Enrico Grazioli con 5 reti segnate, subito dietro Baggio e Hubner con 4. Tra i protagonisti oltre che quelli in campo anche i tifosi sugli spalti, spesso attori di importanti e scorretti scontri con i diretti avversari. Gli episodi da ricordare sono parecchi. Su tutti il furto dello striscione dei bresciani da parte dei tifosi bergamaschi nella stagione 1992-1993. Al termine della partita i tifosi dell’Atalanta invasero il Rigamonti esponendo lo striscione sotto la curva del Brescia, con i bresciani che reagirono scendendo anche loro in campo e dando vita ad uno scontro fermato soltanto con l’intervento dei carabinieri. Altro episodio sugli spalti quello del maiale liberato dai tifosi atalantini in Curva Nord con la maglia del Brescia. Tra quelli sul campo invece annoveriamo la storica corsa di Mazzone dopo il 3-3 nel derby della stagione 2001-2002 in risposta agli insulti ricevuti dai tifosi dell’Atalanta nell’intervallo con il Brescia sotto 3-1. L’anno dopo invece la risposta è netta da parte del Brescia che, il 6 Aprile 2003, schianta con un sonoro 3-0 i cugini grazie ai gol di Appiah, Baggio e Petruzzi. Un autentico capolavoro il gol del Divin Codino che, con il pallonetto dal limite, supera Taibi sotto la Nord. L’ultimo derby giocato è invece quello del 29 Aprile 2006 in Serie B con la rivincita dell’Atalanta. Un’Atalanta che quell’anno vinse il campionato di B risalendo subito in A lasciando il Brescia in cadetteria a metà classifica. La partita si risolse con un netto 2-0 maturato nel primo tempo con Loria prima e Zampagna dopo. Il bomber atalantino manda addirittura in estasi i propri tifosi con una splendida sforbiciata che è rimasta negli annali dei gol più belli.

Per rivivere le emozioni del derby Atalanta-Brescia bisognerà aspettare la 14ma giornata dove al Rigamonti tornerà protagonista una partita che di normale non ha nulla, ma ha tutto di speciale.

Giancarlo Labate

Nato a Reggio Calabria nel 1998, studente di Scienze Politiche e grande appassionato di calcio. Sogno di diventare giornalista sportivo per raccontare le mie passioni.

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