Il bello del calcio: Juve Stabia-Salernitana, un altro derby campano con protagonista lo spettacolo

Altro giro altra corsa, anzi, altro derby. Torniamo in Campania, dove tutte le sfide sono sentite e spettacolari. Oggi parliamo infatti di Juve Stabia-Salernitana. Come in tutti gli incroci tra squadre campane, anche tra queste due compagini esiste un’accesa rivalità che rende la gara spettacolare, emozionante e soprattutto, sentitissima.

Il primo derby disputato risale agli anni ’20 nel campionato di Promozione, vinto in trasferta dalla Salernitana a Castellammare. Il mattatore della gara fu Aliberti, autore della doppietta che decise anche il ritorno a Salerno. Tra promozioni, salvezze e retrocessioni varie, le due squadre si sono sempre rincorse ma, negli anni, sono riuscite a regalare diversi derby. In totale sono 44 con una netta prevalenza di vittorie della Salernitana 26 a 9. Le restanti 9 gare sono finite in pareggio. Da menzionare le partite tra il 1929 e il 1932 terminate in goleada (7-0 e 6-1 entrambi in favore della Salernitana), 3-3 invece la gara successiva. Per la Serie B dobbiamo aspettare gli anni ’50, con la prima gara finita in pareggio (1-1 il punteggio). Dopo la retrocessione della squadra di Castellammare, il successivo derby fu disputato a venti anni di distanza, nella stagione 1971-72. La sfida senza dubbio più accesa ed importante fu quella della stagione 1993-94, nel corso del campionato entrambe le squadre lottarono per i primi posti, con l’approdo alla finale dei playoff per la promozione in Serie B. Quella partita fu un trionfo per la Salernitana, che si guadagnò la promozione. Dopo quel derby, complici anche anni non particolarmente floridi per le due squadre, passarono dodici anni per rivederne un altro. Ancora la Serie C1 come palcoscenico nelle stagioni 2006-07 e 2007-08 e, la Lega Pro, per gli ultimi due derby disputati nella stagione 2014-15.

LE TIFOSERIE

Il tifo della Juve Stabia pone le sue radici nei primi anni sessanta e settanta e nel corso degli anni si evolve cambiando radicalmente con i vari gruppi che si susseguono uno dopo l’altro. I primi gruppi furono gli Ultras, i South Boys, le Brigate e i Fedayn, seguiti dai Boys, Lunatici, Teddy Swarm, Nucleo e Skonvolts Heads. A cavallo degli anni ottanta un brusco distacco dalla squadra, a seguito di vicende negative con la retrocessione al Campionato Interregionale, caratterizzò il tifo stabiese che però, in minor parte, rimase al seguito della squadra nonostante un campionato giocato a Scafati. Un altro storico gruppo nasce nel 1984 quando viene costruito il Romeo Menti, gli Swarm Supporters che per anni guidarono la Curva Sud e furono il fulcro del tifo della Juve Stabia. Il loro posto lo presero in futuro gli Ultras Stabia, che ancora oggi sono il principale riferimento della Curva Sud. Un particolare interessante riguarda inoltre il ritiro della maglia numero 12 per le stagioni 11-12 e 12-13 in onore della tifoseria della Curva Sud, che rappresenta il vero e proprio dodicesimo uomo in campo.

Protagonisti del tifo del Sud, gli Ultras della Salernitana rappresentano una vera e propria ricchezza per la loro squadra. Coreografie, stadi pieni, calore, queste le caratteristiche dei tifosi dell’Arechi. Diversi i riconoscimenti nel corso degli anni per le varie coreografie e per la curva sempre più calda. Parlando di gemellaggi, esiste dagli anni ottanta questa grande amicizia con i tifosi di Bari e Reggina. In occasione del centenario dei campani, lo scorso settembre, è stato organizzato un triangolare all’Arechi disputato proprio tra queste tre squadre. Amicizie esistenti anche con il Brescia, il Monopoli e, guardando nella stessa regione, anche con Aversa Normanna e Benevento, impossibile però pensare sia un vero e proprio gemellaggio, in quanto il campanilismo tra regioni non può essere evitato quasi mai. Le rivalità più accese con Napoli, Avellino e Nocerina. Si può considerare rivalità anche questa di cui abbiamo parlato con la Juve Stabia, oltre alle altre corregionali Casertana e Cavese.

Giancarlo Labate

Nato a Reggio Calabria nel 1998, studente di Scienze Politiche e grande appassionato di calcio. Sogno di diventare giornalista sportivo per raccontare le mie passioni.

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