TRA LA PRIORITÀ E L’ONORE

La Roma ha dimostrato come le imprese siano fattibili in Champions League. In questa caso il Napoli ha solo da guardare e apprendere per quello che sarà il futuro prossimo. Questo futuro ha il nome di Manchester City, il quale approderà stasera al San Paolo per un match che sarà bello quanto importante. Si affrontano, come detto e ridetto, 2 giochi piuttosto speculari e tra i migliori d’Europa. Tralasciando la sincera ammirazione mista al buonismo delle conferenze stampa, i due allenatori hanno ben fisso in mente cosa realmente vogliono in questa partita, ed in questo caso la gentilezza c’entra poco.

MATATI

L’unico scontro al San Paolo tra le 2 squadre risale a 6 anni fa quando Cavani portò il Napoli di Mazzarri alla vittoria con una doppietta. Erano tempi estremamente diversi, in panchina sedeva Mazzarri e il gioco di certo non entusiasmava, ma il risultato si. Il più grande cambiamento però lo possiamo ritrovare nel Manchester City, che finalmente ora si può includere tra le migliori d’Europa. La squadra di Mancini invece era ancora un cantiere aperto che in Champions League ha sofferto a lungo. L’unica costante è David Silva, titolare e decisivo oggi come 6 anni fa. In panchina ora c’è un totem del calcio mondiale che finalmente è riuscito a trasmettere la propria identità alla squadra dopo un anno piuttosto problematico.

DIMOSTRAZIONE DI FORZA

In 13 minuti il Napoli si è accorto della vera forza potenziale del Manchester City. Nell’andata dell’Etihad l’avvio shock degli sky blues è stato impressionante. Il risultato in quel caso è una componente relativa, ciò che ha spaventato è la velocità di gioco e l’intensità del pressing che ha portato anche degli ottimi palleggiatori, come i partenopei, a patire l’aggressività degli inglesi. Il messaggio è stato forte e chiaro: “Con noi non si scherza”. E guai a farlo. In Premier lo hanno capito da un pezzo, i Citizens volano in vetta al campionato a +5 dai cugini reds e l’acerrimo rivale Mourinho. La consacrazione del City a questo punto appare piuttosto scontata, a meno di clamorosi cali di concentrazione.

 

DIAVOLO BELGA

Vi è un red devil del Belgio che non ha la maglia dello United bensì ne veste una azzurra. Dries Mertens è il pericolo numero uno per i Citizens. Tutte le azioni del Napoli passano da lui, da una sponda, un tiro oppure un tagli smarcante. Dries ha bisogno di riscattarsi dopo il rigoraccio tirato all’Etihad. Al San Paolo comanda lui: ha segnato in 4 delle ultime 5 partite ed in Champions League ha partecipato a 9 degli ultimi 14 gol dei partenopei. Le mura amiche lo esaltano, come il sentimento di rivalsa che arde in lui: Stones e Otamendi sono avvisati.

 

QUESTIONE DI PRIORITÀ

Come ha fatto intendere Sarri più volte, la Champions League è un onore ma la priorità è un’altra. Lo scudetto è un sogno che pian piano può diventare realtà. Spendere il 100% delle energie in Europa potrebbe essere un rischio per l’obiettivo principale. La marcia in campionato sta portando dei risultati eccellenti che ovviamente hanno il loro contrappeso in Champions. La sconfitta con lo Shakhtar è figlia di questo e di un turnover limitatamente giusto. Per una sera almeno la priorità si sposterà alla Champions League per onorare questo meraviglioso impegno e l’ondata di tifosi che riempiranno il San Paolo. Per darsi la carica basterebbe guardare la splendida Roma di ieri oppure l’impresa di 6 anni fa del trio Hamsik-Lavezzi-Cavani. Un occhio sarà comunque rivolto a Shakhtar-Feyenoord con la speranza che gli olandesi mettano lo sgambetto ai campioni di Ucraina.

1/11/17

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