Lazio. Il pagellone biancoceleste: peccato per il finale, ma la stagione è da 7,5. Keita il migliore

Senza grandi aspettative attorno, la Lazio di Simone Inzaghi si è rivelata una delle sorprese del campionato appena concluso. Dal ritorno in Europa League alle vittorie nel derby di Roma, fino all’ultimo atto di Coppa Italia, per Immobile e compagni è stata una stagione notevole. Ecco il pagellone biancoceleste da parte di Zona Calcio.

IN CAMPO

STRAKOSHA 6,5: Si guadagna a stagione in corso il posto da titolare e complice gli acciacchi di Marchetti non lo lascia più. Alterna ottime prestazioni a giornate storte: deve ancora trovare la miglior continuità di rendimento, ma a 22 anni è giusto dargli tempo. Nel complesso è una lieta sorpresa e la Lazio potrebbe aver trovato in casa il portiere del domani.

DE VRIJ 6,5: Quando c’è alza, e non di poco, la qualità della retroguardia biancoceleste. Peccato per gli infortuni che non l’hanno mai del tutto lasciato in pace: a pieno regime è tra i migliori difensori della Serie A. E quest’anno sono arrivati anche i primi gol.

HOEDT 6: Finale da dimenticare, con tanto di autogol all’Inter. Per il resto però si è affermato su buoni livelli, formando con de Vrij una valida coppia di reparto tutta olandese. L’età è tutta dalla sua parte e non potrà che migliorare.

RADU 6: Affidabile veterano, vecchia volpe del nostro calcio. Nel girone di andata Radu ha fatto vedere la versione migliore di sé, tra attente prestazioni difensive e le due reti messe a segno (record personale in Serie A). Poi ha trovato meno spazio a beneficio di Wallace: ma il brasiliano l’ha fatto rimpiangere.

BIGLIA 7: Il Capitano delle aquile si è consacrato ancora una volta come uno dei migliori registi della nostra Serie A. Con lui in campo la manovra della Lazio è fluida, imprevedibile. Quest’anno è migliorato anche in fase di interdizione. Se dovesse partire lascerebbe un vuoto difficile da colmare.

PAROLO 6,5: Non è più l’incursore devastante ammirato nella sua prima annata in biancoceleste, ma resta una pedina preziosa del centrocampo di Inzaghi. Se Milinkovic ha vissuto una crescita simile, i meriti sono anche di chi gli ha coperto le spalle. Ma Parolo sa ancora segnare, eccome: il poker a Pescara se lo ricorderà per tutta la vita.

MILINKOVIC 7,5: Ecce campione. Sergej l’anno scorso aveva fatto appena intravedere i suoi colpi, oggi siamo di fronte all’escalation del serbo classe ’95. Fisicamente dominante, letale negli inserimenti, decisivo quando contava esserlo (leggi derby di Coppa Italia). L’unico neo? Un po’ di cattiveria in più in fase di marcatura non guasterebbe…

LULIC 7: In silenzio e al servizio della squadra, l’eroe del 26 maggio 2013 ha sfoderato una delle stagioni migliori della carriera. 3 gol ma soprattutto 8 assist in campionato: Immobile e compagni d’assalto hanno sempre potuto contare sui rifornimenti della fascia sinistra.

FELIPE ANDERSON 6,5: Gli ultimi passaggi sono quelli di Lulic, le marcature stagionali due in più. La stagione è stata certamente positiva: al tanto lavoro oscuro Felipe ha saputo aggiungere certe giocate da stropicciarsi gli occhi (il gol al Cagliari è una perla). Ma ha dato spesso l’impressione di tirare il freno, soprattutto sotto porta. Da un giocatore con le sue qualità è lecito aspettarsi qualcosa di più.

KEITA 8: Ad agosto era fuori rosa, in rotta con la società e verso un campionato da escluso. Dieci mesi dopo la Serie A è ai suoi piedi. 16 reti, tra cui la doppietta che ha steso la Roma il 30 aprile subito dopo il primo tris della sua carriera. Devastante nello stretto lo è sempre stato ma ora ha anche movenze da attaccante: l’esplosione di Keita è arrivata, imprevista come un temporale. E in finale di Coppa Italia, solo il palo lo ha fermato sullo 0-0: per pochi centimetri avrebbe potuto riscrivere la storia della Lazio.

IMMOBILE 7,5: Ciro è tornato grande. Nella dimensione giusta, con una squadra che ha giocato per lui. Dopo due stagioni in cui ha fallito l’appuntamento con il calcio internazionale, si è riconsacrato in patria: 23 gol in Serie A (record personale), 26 stagionali in 41 presenze. Immobile ha raccolto la pesante eredità di Klose e ha trascinato l’attacco delle aquile. Insieme a Milinkovic è il grande eroe dei derby di Coppa, ma poi contro la Juve si è inceppato proprio sul più bello. Come la sua Lazio.

LA PANCHINA: Applausi a scena aperta per i prodotti del vivaio (7,5): Crecco ma ancora di più Lombardi e Murgia si sono ritagliati uno spazio importante, condito dalle prime gioie in fase realizzativa. Onore al coraggio di Inzaghi che li ha lanciati, ma bravi loro. Una nota di merito va fatta a Basta (6,5), che panchinaro non è: la sua stagione è stata discreta, ma il suo primo gol biancoceleste in Serie A ha steso la Roma e tanto basta. Positivi anche Luis Alberto (6,5) e Lukaku (6,5), non se la sono cavata male nemmeno Patric (6) e Bastos (6), soprattutto nella difesa a 3. Bocciati invece Wallace (5) e Djordjevic (5): il centrale brasiliano, addirittura 30 presenze, non ha convinto per l’eccessiva irruenza e la versione horror nella stracittadina. E l’attaccante chi l’ha visto? Vice di Immobile in teoria, lontano dai radar per tutta la stagione. E’ da qui che la Lazio dovrà ripartire nel mercato estivo.

ALL. INZAGHI 7,5: Ritornato sulla panchina laziale dopo la telenovela Bielsa, ha rinconquistato la piazza a fari spenti e con moderato entusiasmo attorno. Sin da subito la sua squadra ha parlato sul campo, domenica dopo domenica, tornando prepotentemente in Europa. La valorizzazione dei giovani (Keita in primis) è il suo merito più grande. Ma è stata da applausi anche la gestione di alcune situazioni tattiche che l’hanno portato a trionfare in ben tre derby (godi, Lazio!). Il quinto posto in campionato e la finale di Coppa Italia parlano da sé: traguardi ragguardevoli, che tuttavia sarebbero potuti essere da incorniciare se non fosse mancata un po’ di benzina nel finale di stagione. Peccato: manca l’happy ending, resta il percorso brillante.

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