Luiso a TLM: “Sono sempre stato vicino al Napoli, il Milan chiese informazioni su di me. Dalla C in giù il calcio per questa stagione è finito”

Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto l’ex centravanti tra le tante di Piacenza, Vicenza ed Avellino, Pasquale Luiso, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano, ecco quanto emerso:

Riprendere o non riprendere: “Reputo arduo che si possa riprendere. Ti faccio un esempio, ho mio figlio che gioca nei dilettanti e faccio molta fatica a pensare di mandarlo in uno spogliatoio piccolo come quelli che hanno. Capisco che dietro al calcio ci siano tanti interessi specialmente economici ma non si può pensare di entrare in campo in una giornata in cui per esempio sono morte 400 persone. Secondo me fatta eccezione per Serie A e B, dalla C in giù è tutto finito”.

Le difficoltà delle serie minori: “Stando a casa molti giocatori e dirigenti non percepiscono stipendio e quindi sono in difficoltà economica visto che guadagnano circa 1200/1500 euro. Se in Serie C i presidenti stanno riscontrando problemi a pagare figuratevi dalla Serie D a scendere. Molti spingono per riprendere, ma anche se si gioca a maggio lo stesso non si viene retribuiti dei mesi passati. Dal punto di vista della salute la vedo impensabile riprendere”.

Fondo di solidarietà e decurtazione degli stipendi: “Capisco Tommasi e l’AIC, ma ribadisco che se fossi un calciatore e guadagnassi 3 milioni all’anno, non mi costerebbe nulla perdere qualcosa. Il discorso però credo che debba estendersi in maniera globale facendo riferimento a quei calciatori di B, che guadagnano poco, e a quelli di C”.

Il Vicenza in Coppa delle Coppe: “Con il VAR saremmo arrivati in finale. La partita più esaltante per me è stata la semifinale contro il Chelsea a Vicenza, vincemmo 1-0 con gol di Zauli, l’atmosfera era fantastica, un’intensità altissima. Quella partita è rimasta nella memoria.  Tre anni fa sono tornato per allenare la primavera e sembrava che non fossi mai andato via, fui accolto alla grande nonostante fossero passati 18 anni”.

Verso una big: “È capitato che dopo una partita contro la Lazio, Nesta mi chiese di andare a Roma. Ogni anno sono stato sempre vicino al passaggio al Napoli, quando andavo al San Paolo venivo fischiato, perchè pensavano non volessi giocare lì. In ogni sessione di mercato quando arrivava il momento saltava sempre tutto, purtroppo non ero seguito da quei procuratori che facevano affari con i partenopei. Ci sono stati centravanti a Napoli a cui non avevo nulla da invidiare. Mutti, quando arrivò in azzurro,  chiese come primo calciatore Luiso, ma non si fece nulla. Se avessi fatto come altri calciatori, avrei accettato di buon grado la panchina al Milan, ma non sarebbe stato da me, perchè io volevo sempre giocare, figuratevi se non l’avessi voluto fare al fianco di Weah.”

L’aneddoto – “Dopo quel gol fatto di rovesciata contro il Milan, sui vari giornali uscì che Berlusconi era innamorato di Luiso. Galliani chiamò Fulvio Frangiamone, mio procuratore per 20 anni e gli chiesero se mi lamentassi o meno di eventuali panchine”.

 

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