Morrone a ZC: “Serve un piano Marshall per il calcio, irrispettoso parlare di date dei campionati dinanzi a questa tragedia. L’Adicosp si sta impegnando, bisogna sostenere Serie C e D”

Alfonso Morrone è un dirigente di grandissimo valore e dalla nota professionalità, il quale ha ricoperto e ricopre incarichi importanti e di prestigio, come la presidenza dell’Adicosp. In esclusiva a ZonaCalcio.net è intervenuto Alfonso Morrone, il quale si è soffermato sulla triste emergenza che sta colpendo il Paese e di conseguenza il nostro calcio, ecco quanto raccolto:

Quarantena – “Come tutti i connazionali mi attengo alle direttive emanate dal Governo rimanendo in casa. Dobbiamo resistere e solo così potremo tornare presto alla normalità. Anche da casa però lavoro principalmente per l’Adicosp che è attiva in questo momento dialogando con esponenti politici e istituzioni calcistiche in funzione delle misure da adottare sin da subito.”

Irrispettoso – “Parlare adesso di quando e come ripartire e’ prematuro. Ora dobbiamo pensare a combattere questo virus. Stiamo giocando tutti insieme la stessa partita contro questo maledetto avversario duro da battere. Oltre a giocare siamo anche tifosi degli operatori sanitari, della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine che sin da subito sono in trincea e che purtroppo stanno già pagando un conto molto salato per le vittime che stanno cadendo nell’espletamento del proprio dovere. Parlare di quando iniziano i campionati credo che sia irrispettoso di fronte alle migliaia di vittime causate dal Covid19.”

Danni – “Della crisi ormai conclamata con la quale dovremo convivere nei prossimi anni sicuramente il calcio ne risentirà. Come già ribadito in altre interviste credo che la serie C e la serie D sono le categoria, secondo me, che avranno più ripercussioni negative da questa crisi. Molti presidenti sono imprenditori che hanno aziende che giocoforza risentiranno di questa recessione che di riflesso cadrà anche sulle società. In C e in D il botteghino e le sponsorizzazioni rappresentano una fetta grossa alla voce ricavi; la sospensione sicuramente ha dato il colpo di grazia per la sostenibilità dei costi di gestione.”

Riduzione degli stipendi – “Di fronte a questo evento eccezionale, paragonabile ad una e vera guerra, tutti devono fare la loro parte. I lavoratori di tutti i settori stanno pagando e pagheranno dazio. I calciatori, gli allenatori e i dirigenti non possono sottrarsi a questo dovere civico. Le riduzioni stipendiali daranno una boccata di ossigeno alle rispettive società dando loro così un grosso contributo per la sopravvivenza. È obbligo fare un distinguo tra atleti, tecnici e direttori della serie A e B e quelli della serie C. In gran parte dei casi questi ultimi percepiscono salari ordinari e non milionari come molti delle due categoria apicali del professionismo. Ergo: bisogna differenziare in sede di riduzione qualora non dovessero essere attivati gli ammortizzatori sociali che potrebbero essere riconosciuti come la CIG ossia la Cassa Integrazione Guadagni in deroga. Il Problema serio e’ in D perché non essendo i calciatori e dirigenti lavoratori subordinati c’è un problema maggiore perché bisogna trovare strumenti legislativi eccezionali come deterrente sia per i medesimi che per le società. Son d’accordo con il Presidente Sibilia sulla necessità di trovare da parte del Governo risorse da destinare alle società della LND per dare una minima sostenibilità.”

L’Adicosp è presente – “Credo che nel prossimo futuro le sorti dello sport e del calcio in particolare stiano in mano al Governo. Il Ministro Spadafora avrà una grossa mole di lavoro davanti a se. La politica dovrà muoversi dietro sollecitazioni delle autorità sportive, come Figc, leghe e Associazioni di categoria. Noi come Adicosp abbiamo dato disponibilità al Governo ed al Ministro Spadafora. Approfitto per ringraziare a titolo personale la Senatrice Daniela Sbrollini per la sua sensibilità e per la preziosa disponibilità ad ascoltare alcune istanze utili a migliorare determinati aspetti legati al calcio. In questo contesto ho fatto mia la frase di Papà Francesco “Nella tempesta nessuno si salva da solo” durante la benedizione Urbi et Orbi di venerdì. Per costruire un calcio migliore c’è bisogno di tutti. Noi come Adicosp ci siamo.”

Priorità – “Sarei felicissimo che si possa ripartire quanto prima perché vuol dire che la diffusione del virus si è placata, ma sono un realista e quindi bisogna prendere in seria considerazione l’idea di non portare a termine i vari campionati. La Figc e i presidenti delle varie Leghe avranno il delicato compito di limitare i danni perché sarebbero obbligati a prendere decisioni non condivise da tutti i club. Mi fido del Presidente Gravina e dei presidenti di Lega che in questi giorni stanno ragionando anche nell’ipotesi di stop definitivo. Questo è un quesito da porsi più avanti. Purtroppo oltre all’aspetto sportivo ci sono in ballo anche interessi economici che non si possono sottovalutare ma al momento l’interesse principale è quella della salute collettiva.”

Problemi di facile soluzione – “Se si dovesse proseguire oltre il termine canonico del 30 giugno è doveroso rivedere alcune scadenze. Credo che Fifa e Uefa dovranno impartire delle direttive per uniformare le scadenze a livello internazionale anche perché questo è un problema che riguarderà anche le altre federazioni straniere. Più avanti, avendo più chiara la situazione della pandemia, si possono introdurre delle variazioni regolamentari per i tesseramenti e contratti relativi alle stagioni 2019/20 e 2020/2021. Per gli adempimenti amministrativi contabili ci sarà bisogno dell’intervento del legislatore. Questi sono problemi, secondo me , di facile soluzione.”

Un Piano Marshall – “La tua percezione è conforme alla realtà, la Serie A sicuramente e la gran parte della serie B vivono mondi totalmente diversi rispetto alla C ed alla D. Come specificato prima, i club di queste ultime categorie sono quelli che avranno più difficoltà a ripartire. Non a caso i Presidenti Ghirelli e Sibilia sono quelli più attivi anche in ambito politico. Qui ancor di più c’è bisogno di interventi massicci ma allo stesso tempo strutturali de Governo. Credo che è giunta l’ora di rimodulare la Legge Melandri per una distruzione delle risorse più equa verso le categorie più basse come appunto la C e la D. Inoltre sarebbe opportuno revocare il divieto di sponsorizzazioni da parte di agenzie di betting. Non è giusto che dalle scommesse sportive il calcio non ricava nulla né dallo Stato ne’ tantomeno direttamente dalle aziende del settore.  Credo che sia giunta l’ora di mettere a punto un vero e proprio piano Marshall per il calcio coinvolgendo tutti gli stakeholders del settore adottando politiche che favoriscano sempre più competenze specifiche e professionalità, più volte messe all’angolo a favore di faccendieri senza scrupoli. Credo che ora o mai più “fuori i mercanti dal tempio”, è una frase presente nel Vangelo ma sempre più attuale.”

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