Non eccediamo con le colpe – “L’editoriale a tinte nerazzurre” Ep. II

Inizio difficile, ma niente di pregiudicato

L’avvio di campionato del Pisa è andato oltre le aspettative iniziali. In negativo, purtroppo. Il solo punto ottenuto nelle due partite disputate contro Olbia e Robur Siena ha già fatto scoppiare una piccola crisi all’interno dell’ambiente nerazzurro. Tutti – addetti ai lavori, simpatizzanti, tifosi, critici – avevano visto nel Pisa uno squadrone. In molti hanno dato i nerazzurri come i grandi protagonista del Girone A. Ma la squadra si è presentata nelle agitate acque della Serie C con le fattezze di una bagnarola.

Prima in Sardegna, e poi in casa contro i bianconeri, Mannini e compagni hanno dato vita a due spettacoli decisamente insufficienti dal punto di vista del risultato. Lo 0-0 ottenuto contro il Siena non può che essere un brodino insipido per un gruppo che era reduce dall’inopinata (e immeritata) sconfitta di Olbia. Ancor più preoccupante è il netto passo indietro evidenziato anche nel gioco nella gara casalinga.

Se, infatti, con l’Olbia i nerazzurri avrebbero ampiamente meritato il pari per la mole di gioco sviluppata e le occasioni create, contro il Siena gli uomini di Gautieri sono stati passivi per 93 minuti. Esposti costantemente alle giocate offensive degli ospiti, Lisuzzo e compagni hanno agito – qualche volta – di rimessa. Da capire se questo atteggiamento rinunciatario e a tratti molto sfiduciato sia stato causato dalla mancanza di preparazione e affiatamento tra i giocatori, o se le problematiche debbano essere ricercate più a fondo.

Questo è compito dello staff tecnico che quotidianamente si trova a lavorare con la squadra. Osservandola da fuori però è innegabile la difficoltà palesata per l’intero match. La squadra avrebbe dovuto iniziare a macinare punti sin dalla prima giornata. Così non è stato, ed è stato giusto che il pubblico l’abbia fischiata al termine della partita con il Siena. Da una formazione allestita per competere per il primo posto ci si aspetta molto di più.

Il giusto carico di demeriti

Attenzione però a non eccedere con le colpe. Nei fischi che l’Arena Garibaldi ha recapitato ai giocatori vestiti di nerazzurro si è avvertita anche la frustrazione, la rabbia e l’amarezza derivanti dallo scorso campionato. Un torneo cadetto concluso con la retrocessione in Serie C sancita alla terzultima giornata, ma di fatto arrivata con molti giorni di anticipo. Un traguardo vissuto con dignità e orgoglio da parte dell’intera tifoseria. Un po’ meno, forse, da parte della squadra e dello staff tecnico.

Gli applausi scroscianti che tutto lo stadio rivolse alla squadra e all’ex allenatore al termine di Pisa – Benevento furono la più bella manifestazione d’amore che si potesse vedere all’interno di uno stadio di calcio. Ma forse tutto quell’affetto dimostrato era, alla fine dei conti, eccessivo. Perché quel gruppo, pur fra enormi difficoltà derivanti dai primi – folli – sei mesi della stagione, qualcosa da febbraio in poi lo aveva sbagliato. L’intelligente pubblico pisano aveva però saputo sospendere il proprio giudizio nell’attesa della fine del campionato, consapevole che di sportivo l’annata 2016-2017, per i colori nerazzurri, aveva avuto ben poco.

Tutta la rabbia, la frustrazione e l’amarezza accumulatasi nel corso degli ultimi mesi è arrivata al punto di rottura in occasione della partita contro il Siena. Era quasi inevitabile che al secondo passo falso consecutivo di una squadra costruita e condannata a vincere arrivassero i fischi sonori dell’Arena Garibaldi. Ma bisogna fare attenzione a scagliare ad addossare così tante colpe ad un gruppo rinnovato per il 90% e oltre. Sui 23/24 giocatori che compongono il nuovo spogliatoio, soltanto in sei sono rimasti dalla passata gestione.

Una così profonda azione di rinnovamento ha bisogno di tempo per essere assorbita dallo spogliatoio. La squadra ha bisogno del giusto rodaggio per mandare a regime tutti i nuovi dettami tecnici e tattici che le sono richiesti. La preparazione è partita a metà luglio, e sono state disputate anche molte amichevoli. Ma chi ha giocato a calcio, a qualsiasi livello, sa che l’affiatamento, la complicità e la fiducia all’interno del gruppo nascono soltanto disputando partite che valgono, che mettono in palio la posta dei tre punti.

Tecnicamente il gruppo allestito da Raffaele Ferrara e Giovanni Corrado è fra i tre più forti dell’intera Serie C. Giusti i fischi e le critiche dopo un solo punto in due partite. Ma il pubblico pisano non deve riversare su questi giocatori anche la frustrazione derivante dalla passata stagione. Di turni di campionato ne sono trascorsi soltanto due, non siamo alla 13^ giornata. L’obiettivo non è compromesso, la strada per arrivarvi è lunghissima e difficilissima per tutti, avversari compresi. E’ naturale e scontato però che, se da una parte non ci si deve far prendere dall’eccessivo scoramento, dall’altra i giocatori e lo staff tecnico devono iniziare a ripagare la fiducia riposta in loro.

A Monza il Pisa deve conquistare i tre punti.

“Il sogno diventa realtà”

Se dal campo stentano ad arrivare, per il momento, notizie positive, dal fronte societario il progetto ideato da Giuseppe Corrado sembra non conoscere soste né sconfitte. In molti prima dell’imprenditore piemontese e trapiantato a Parma ci avevano provato. Tantissimi si erano profusi in parole, idee, suggestioni, promesse verbali, ma mai nessuno aveva osato spingersi fin dove è arrivato il numero uno nerazzurro.

Il progetto di ristrutturazione riqualificazione dell’Arena Garibaldi e della zona circostante lo stadio è a pochi passi dalla traduzione in realtà. Oggi sono stati svelati a mezzo stampa e per mezzo dei cartelloni pubblicitari affissi lungo le strade cittadine e della provincia i sette rendering commissionati dalla società ad altrettanti specialisti. Fra questi verrà scelto quello che più si avvicina anche ai desideri e agli obiettivi dell’amministrazione comunale. Poi verrà dato il via alla cantierizzazione con relativo appaltamento dei lavori.

Una strada che fino a pochi anni fa appariva impercorribile adesso è stata tracciata. Con la sicurezza e la forza di chi ha le spalle larghissime, il presidente Corrado vuole consegnare alla città di Pisa un investimento che farà da trampolino di lancio per lo sport, lo spettacolo, la cultura, il commercio e tutto quanto ruota attorno alla Torre pendente.

Pisa ed il Pisa Sporting Club 1909 sceglieranno insieme la struttura di uno stadio avveniristico, finalmente in grado di valorizzare non soltanto il calcio ma anche la città. L’appuntamento per la serata di gala è fissato a lunedì 25 settembre presso il Palazzo dei Congressi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.