Pisa: Giù dalla Torre! Vol. 23

 

Della partita di Novara lo stesso Rino Gattuso ha voluto salvare il risultato e la voglia di raggiungere il pareggio fino all’ultimo minuto, nonostante la giornata stortissima.

La mentalità e la compattezza sono ormai la marca più chiara del gruppo guidato dall’ex centrocampista del Milan: già l’anno passato il Pisa riuscì a battagliare fino all’ultima giornata del campionato con la Spal ed a trionfare nei playoff di Lega Pro grazie a queste armi.

Quest’anno l’incredibile vicenda societaria probabilmente ha contribuito a fortificare ulteriormente queste peculiarità della rosa nerazzurra, ma è evidente a tutti che soltanto questi due strumenti non siano sufficienti per centrare l’obiettivo: la salvezza in cadetteria.

 

Il Pisa, dopo la partita contro la Ternana in cui aveva dimostrato di saper tenere in mano il pallino ed il ritmo del gioco per l’intera gara, ma soprattutto creare molti presupposti per andare in rete, ieri a Novara ha compiuto almeno due passi indietro sotto questo punto di vista. Troppo poche le due palle gol create nei cinque minuti finali da Diego Peralta, tanto più se si considera che dal 62′ i nerazzurri hanno potuto usufruire del vantaggio numerico a causa dell’espulsione di Calderoni.

 

La squadra ha sbagliato quasi del tutto l’approccio alla gara nella prima frazione: la fase difensiva è costituita da una serie di automatismi che non richiede alla formazione alcuno sforzo ulteriore. E’ come se Ujkani e compagni, quando la palla la hanno gli avversari, giocassero con l’autopilota inserito: i problemi sorgono quando, una volta riconquistato il pallone nei pressi della propria area di rigore, gli uomini di Gattuso devono costruire la manovra.

Grazie alla rapidità dei giocatori offensivi, le ripartenze ed i contropiedi sono un’arma che il Pisa sfrutta costantemente: se, però, i vari Di Tacchio, Verna, Angiulli devono tessere la manovra, escono fuori i limiti di giocatori le cui caratteristiche sono maggiormente di rottura invece che di costruzione.

Ciò che, infatti, ieri è balzato maggiormente all’occhio è stata la mancanza del cambio di passo nel reparto mediano nerazzurro: soprattutto quando il Pisa ha potuto usufruire dell’uomo in più, i nerazzurri si sono intestarditi troppo nella circolazione orizzontale della palla, senza cercare mai di sorprendere la retroguardia novarese con un suggerimento in verticale.

 

La svolta, in qualsiasi gara del tipo di quelle giocate a Novara, può però giungere quasi esclusivamente con questo tipo di giocate: il possesso della sfera è doveroso se si vuole sbloccare il risultato, ma non si può sperare di farlo mantenendo costante la velocità della circolazione e la dinamica di quest’ultima.

E dire però che Gattuso nella seconda frazione ha gettato contemporaneamente in campo molti elementi ultraoffensivi: il Pisa infatti ha concluso la partita con Peralta, Manaj, Gatto, Masucci, per un 4-2-4 che però, di fatto, ha partorito un topolino.

Come spesso poi è accaduto nella storia del calcio, una delle più antiche regole di questo sport stava per compiersi: il Pisa ha rischiato seriamente di perdere con il gol subito nel suo momento migliore, o, per meglio dire, nel suo momento meno negativo.

 

Gattuso sa bene che la squadra ha il dovere di migliorare la qualità delle proprie giocate, perché soltanto passando per questo miglioramento il Pisa potrà avvicinarsi a grandi passi verso la permanenza in cadetteria. Non sempre infatti potrà capitare di trovare un gol in mischia al 92′, o la perfetta prestazione del pacchetto arretrato e l’estrema reattività di Ujkani fra i pali. L’asticella della concorrenza in tutti i reparti, dopo gli innesti apportati da Corrado, si è elevata: in particolare nel reparto avanzato i rinforzi hanno visibilmente migliorato il tasso tecnico. Sta adesso al tecnico dare la giusta impostazione tattica alla squadra, ed ai calciatori intepretarla al meglio: il problema intravisto ieri infatti non è tanto di modulo, quanto di approccio alla gara.

Ha ragione chi solleva il dubbio che al Pisa manchi, in realtà, un vero creatore di gioco, un regista che agisca in mezzo al campo e smisti al meglio i palloni: è altrettanto vero però che con la presenza del trequartista, scelta che Gattuso ha fatto capire sarà quella definitiva da qui a maggio, deve essere responsabilità di questo elemento la creazione del gioco e dei presupposti per andare in rete.

A turno, i vari Gatto, Peralta ed il rientrante Varela dovranno accendere la luce, cercando di sfruttare anche gli inserimenti delle due mezze ali. In attesa che Tabanelli porti un po’ di fantasia anche in mezzo al campo.

E ovviamente, visto e considerato che il gol è arrivato dagli immediati sviluppi di un corner, ritorna pesantemente la questione dei calci piazzati: una squadra come il Pisa, con buoni saltatori (alcuni ottimi, come Del Fabro, Longhi e Landre) ha il dovere di sfruttarli meglio. Alcune punizioni e qualche calcio d’angolo ieri a Novara sono sembrati più gettati nel mezzo a casaccio, piuttosto che ragionati e provati in allenamento. Anche in questo caso siamo certi si tratti semplicemente di un problema di concentrazione e fiducia: la squadra durante la settimana si allena costantemente su questo fondamentale, ma poi sistematicamente il sabato in partita getta alle ortiche moltissime chances.

 

Guarda caso, però, nell’unico angolo calciato alla perfezione i nerazzurri ieri sono riusciti a trovare il pareggio.

 

Andrea Martino

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