Pisa: “Giù dalla Torre!” – Vol. 40

E’ finita. Finalmente, ci verrebbe anche da dire. Male, con una sconfitta pesante incassata in maniera anche inaspettata, ma finalmente l’agonia nella quale era piombato il Pisa da almeno due mesi è terminata.

I nerazzurri sono matematicamente retrocessi in Lega Pro a seguito della sconfitta di ieri sera contro il Cittadella nella 40^ giornata di campionato. L’avventura in B è durata poco più di 330 giorni, undici mesi nei quali sotto la Torre pendente è accaduto tutto ed il contrario di tutto.

Da una presidenza che aveva promesso mari e monti, per poi scomparire dietro ad una montagna di comunicati deliranti, ad una squadra asserragliata sulle barricate per difendere la cadetteria insieme al suo pubblico, squagliata sotto il troppo peso psicologico sostenuto nei primi sei mesi della stagione. Sullo sfondo, la figura di un leone ferito, domato dagli eventi ma non sconfitto come Gennaro Gattuso. E’ ovvio e scontato che il primo responsabile del fiasco sportivo di quest’annata sia il tecnico calabrese, ma come ha avuto modo di sottolineare con estrema pacatezza e grande lucidità il presidente Corrado dopo la partita con i veneti, nessuno è colpevole, ma tutti sono responsabili.

Nel calcio, soprattutto in quello italiano, sentire discorsi di questo tipo è una rarità assoluta. Per molti è molto più semplice scagliarsi con ferocia contro il primo capro espiatorio che capita, per incolparlo del triste destino di un’avventura terminata male. E invece, come riteniamo giusto che sia, Corrado non ha voluto unirsi ad una parte della tifoseria nerazzurra che da settimane si sta superando a colpi di complotti, retroscena, voci di corridoio che riguardano i presunti “traditori” della squadra e del club. “Cui prodest” direbbero gli antichi romani. A chi giova una caccia alle streghe di queste dimensioni?

La società ha chiarito di aver già le idee molto chiare sui passi da effettuare nelle prossime settimane per rilanciare il progetto sportivo nerazzurro. Il cuore pulsante del tifo pisano ha lanciato lo slogan, e Corrado è stato ben felice di trovare una sponda solida in chi sarà incaricato di compiere la sua parte per ricompattare l’ambiente intorno all’obiettivo. Ricostruire l’entusiasmo e riunirsi, di nuovo, attorno alla casacca nerazzurra, per cercare di restare in Lega Pro un solo anno.

La partita di ieri sera è stata la fotografia dell’intero campionato del Pisa. In svantaggio in maniera improvvisa ed inaspettata, Masucci e compagni hanno lottato con grande agonismo e fisicità per ritrovare il pareggio. L’1-1 a metà secondo tempo sembrava aver dato ulteriori energie agli uomini di Gattuso per andare a cercare anche la vittoria, ma un episodio fortuito ha spianato nuovamente la strada agli ospiti, che poi nel finale hanno affondato il colpo come una lama calda nel burro. Fragilità psicologica, limiti tecnici e qualche errore in impostazione tattica: le tre componenti più gravi della retrocessione sono presto dette. Se a contorno ci mettiamo la penalizzazione di 4 punti e la scarsa preparazione fisica estiva, accusata nei mesi finali del campionato, quando serviva raschiare le residue energie in fondo al barile, completiamo un quadro che non può che dirci che la retrocessione per il Pisa è un affare meritato.

Adesso tocca a Giuseppe Corrado rilanciare il Pisa nel calcio che conta. Due anni fa, dopo un campionato per certi versi più disastroso di questo, proprio l’arrivo di Gattuso permise di ripartire di slancio e costruire un incantesimo che aveva trovato il suo climax con la vittoriosa finale playoff contro il Foggia. Adesso tocca al presidente nerazzurro rendere nuovamente Magico il suo Pisa. Perché ripartire è possibile. Suddividendo con lucidità le responsabilità, passate e future.

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