Sfide da Liga: Sansone il grande e Jovetic il deluso

Sono arrivati in Liga con due animi e delle aspettative su di loro diametralmente opposti, Nicola Sansone e Stevan Jovetic.

L’ex attaccante esterno del Sassuolo è giunto al Villarreal con l’orgoglio e l’onore di essere stato scelto, voluto e accolto dagli spagnoli come un vero e proprio talento in crescita del calcio internazionale, colui che avrebbe potuto far fare il salto di qualità al Submàrino amarillo.

Jovetic invece è arrivato al Siviglia, a gennaio, quasi da reietto, da rinnegato del grande calcio: la Spagna, e Siviglia in particolare, come luogo dove recuperare lo smalto dei giorni migliori, ma soprattutto posto dove curare l’anime e la propria psiche da grande giocatore, spesso incompresa negli ultimi anni al City e all’Inter.

 

Sansone è arrivato nel sobborgo di Valencia dal Sassuolo per una cifra di circa 13 milioni di euro, siglando il contratto più importante della sua carriera, legandosi al club spagnolo fino al 2021. Dopo essere cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco, città nella quale i genitori erano emigrati per cercare fortuna, nell’estate del 2011 ha percorso il tragitto inverso, tornando in Italia per affermarsi definitivamente nel nostro calcio.

Prima un’intera stagione a Crotone in B, giocando sempre da titolare e contribuendo alla salvezza dei pitagorici; poi Parma, dove in una stagione e mezzo ha messo a segno ben 8 reti in campionato e si è messo in luce anche agli occhi di molti top team della Serie A.

Ma il più lesto di tutti ad accaparrarsi le prestazioni di questo giovane rampante è stato Squinzi, patron del Sassuolo, che sulle sue giocate e sull’estro di Berardi ha costruito il miracolo neroverde delle ultime stagioni. Gol (non tantissimi, ma tutti di pregevole fattura), assist (molti, spesso decisivi), continuità di rendimento: Sansone nella provincia italiana è riuscito anche a conquistarsi la nazionale, e dopo essere stato accostato ad alcune big nostrane è stato il Villarreal a puntare forte sul suo talento.

In Spagna, in sole 19 partite giocate, ha già stabilito il suo nuovo record di marcature in campionato: ben 7, unite a 5 assist (anche questo è un record che infrangerà). Dopo un inizio folgorante, con 4 reti nelle prime 6 giornate, il suo rendimento è leggermente calato, e con esso anche quello della squadra. Il gol al Barcellona però ha rimesso l’esterno offensivo, che sta tornando a macinare chilometri e avversari sulla sua fascia sinistra.

 

Chi si è rimesso decisamente in moto dopo, invece, un lungo periodo di letargo, è Jovetic. Il talento montenegrino ha trascorso un’esperienza da incubo all’Inter nell’ultimo anno e mezzo.

Giunto alla Pinetina tra mille festeggiamenti, osannato come il nuovo “crack” del calcio nerazzurro, dopo un inizio folgorante con 3 gol nelle prime due partite di campionato, il 10 montenegrino si è sempre più incupito, ripiegandosi e chiudendosi su sé stesso e su quel carattere balcanico che spesso può fare la differenza in un campione, sia in negativo che in positivo.

Molto spesso infatti i grandi talenti provenienti da quella zona dell’Europa sono influenzati da una natura intoversa, umorale e molto sensibile al minimo cambio di opinione: basti pensare ai vari Boban, Savicevic, Boksic, che hanno calcato i nostri campi. Jovetic appartiene a questa schiera di giocatori: geniali in alcune giocate e eleganti nelle movenze, ma tremendamente fragili dal punto di vista caratteriale e della continuità.

A questo difetto purtroppo per Jo-Jo deve essere sommata una spiccata fragilità fisica, ed il quadro è terminato: letteralmente scaricato dall’Inter già a gennaio dello scorso anno, la sua ruota ha ripreso a girare soltanto un anno dopo, con il trasferimento al Siviglia di Sampaoli, che ha fortemente voluto l’attaccante, con l’obiettivo di rigenerarlo e riportarlo nel gotha del calcio mondiale.

Ai tempi della Fiorentina Jovetic era considerato uno dei futuri tre migliori attaccanti al mondo: il trasferimento al Manchester City nel luglio del 2013, a 24 anni, per 26 milioni sembrava il trampolino di lancio verso la definitiva consacrazione. Invece proprio da lì è iniziato il suo calvario, con infortuni, incomprensioni con Pellegrini, malumori, nostalgia di casa (italiana), la voglia di tornare e dimostrare ai suoi detrattori che si erano sbagliati, e la nuova delusione di fallire completamente all’Inter.

Adesso il tecnico argentino gli sta dando una nuova chance, probabilmente l’ultima ai massimi livelli nella sua carriera, per far vedere a tutti, tifosi e addetti ai lavori, che il vero Jo-Jo è quello ammirato alla Fiorentina ed il numero 16 del Siviglia, non lo scialbo 10 interista. In 4 partite (3 di campionato e una di Copa del Rey) è già riuscito a segnare per ben due volte al Real Madrid, fornendo anche un assist. In Andalusia ha ritrovato anche il posto da titolare, il sorriso e la voglia di giocare insieme ai compagni.

 

La Spagna è la terra delle grandi opportunità per Nicola Sansone e Stevan Jovetic, dei sorrisi e delle rivincite.

 

Andrea Martino

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